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Olio di Calabria: l’oro verde calabrese verso il marchio IGP

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Amanti dell’olio del Sud e in particolare dell’Olio di Calabria, questa notizia è per voi!
In Italia tutti conoscono o hanno avuto il piacere di assaggiare l’olio nostrano, nella sua veste classica o nelle sue mille varianti aromatizzate, da sempre simbolo di genuinità e cucina mediterranea.
Sul mercato nazionale la Calabria in particolare ha qualcosa da dire, considerato che la produzione calabrese con le sue 106 mila tonnellate tra il 2011 e 2014 è seconda solo alla vicina Puglia!

Ma… in Europa?  E’ riconosciuta la qualità di questo prodotto tipico simbolo di storia e cultura calabrese?
Fino a poco tempo fa si trattava a tutti gli effetti di un “anonimo olio extravergine di olive”, non riconosciuto dalla Comunità Europea, ma… la svolta è finalmente arrivata!

Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (C 305/08) del 20 agosto, è stata pubblicata la domanda definitiva di registrazione dell’ IGP dell’Olio di Calabria.
Nel caso specifico la procedura comunitaria prevede adesso cinque mesi di tempo per permettere agli altri Stati Membri di presentare eventuali domande di opposizione. Dopo la registrazione, l’Olio di Calabria sarà ufficialmente IGP!
Ma… cosa vuol dire esattamente Olio di Calabria IGP?

Il marchio IGP certificherà che la coltivazione, la molitura ed il processo di produzione vengono realizzati interamente in Calabria. Il comparto oleario calabrese vedrà quindi riconosciuta l’eccellenza delle sue produzioni sul mercato nazionale, europeo ed internazionale!

Una storia a lieto fine

Fino a qualche mese fa l’Unione Europea “storceva il naso” di fronte all’olio extravergine calabrese, infatti un regolamento introdotto nel 2015 prevede restrittivi parametri di purezza che l’oro verde calabrese superava di “un soffio”!
Dallo sforzo di associazioni di settore e grazie all’intervento del Ministero delle Politiche Agricole Italiano, il Commissario Europeo all’Agricoltura Phil Hogan ha riconosciuto il valore del prodotto accettando di modificare le restrizioni che privavano l’olio extravergine di Calabria del marchio di qualità!
Nonostante questo risultato sia in realtà solo una tappa intermedia del percorso che porterà all’attribuzione del rinomato marchio, si conclude così una storia travagliata e ricca di imprevisti che ha visto tra i protagonisti dell’ambizioso progetto Massimino Magliocchi, Presidente del Comitato Promotore IGP Olio di Calabria.
Sue le parole di soddisfazione espresse alla notizia:

“…inizia un percorso nuovo ed intraprendente e cioè far conoscere l’Olio di Calabria in Italia e nel Mondo…
La Calabria occupa il secondo posto come produttore di olio di oliva nel nostro Paese. Ogni 5 litri di olio ottenuto annualmente in Italia, 1 viene dalla Calabria. La mia regione ha una tradizione produttiva millenaria e dispone di tante varietà…”

Per poi continuare con i ringraziamenti del caso:

“In primo luogo sono grato ai tanti colleghi che hanno condiviso con me il lungo percorso culminato con la pubblicazione delle decisione comunitaria lo scorso 20 agosto. Poi un grazie particolare lo rivolgo all’onorevole Paolo de Castro, il quale nei più critici frangenti ci ha incoraggiato, esortandoci ad andare avanti, con pazienza, con umiltà e con determinazione…”

Olio di Calabria: i segreti della sua qualità

olio di calabria

Per il futuro l’olio calabrese dovrà recare in etichetta la dicitura “Olio di Calabria”, con annata di produzione e indicazione di provenienza biologica.
Ma cosa rende veramente speciale questo così tanto decantato prodotto?
l’IGP è riferito solo all’olio extravergine di oliva ottenuto da olive provenienti da cultivar autoctone ed in particolare da: Carolea, Dolce di Rossano, Sinopolese, Grossa di Gerace, Tondina, Ottobratica, Grossa di Cassano, Tonda di Strongoli, presenti da sole o congiuntamente, in misura non inferiore al 90 %.

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Il restante 10 % potrà provenire da cultivar di olive autoctone di minore diffusione: Nostrana, Spezzanese, Santomauro, Dolce di Cerchiara, Tombarello, Ciciarello, Zinzifarica, Galatrese, Tonda di Filocaso, Tonda di Filadelfia, Borgese, Pennulara, Mafra, Vraja, Agristigna, Corniola.

Per chi non è esperto del settore questi nomi non avranno molto significato… nessun problema basterà assaggiarlo per avere le idee chiare!
Un “in bocca al lupo” dalla redazione di Peperoncino di Calabria a tutti i lavoratori del settore, che d’ora in poi avranno l’onore e l’onere di tenere alto il Made in Italy nel mondo!

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